Intervista con la fotografa Celine Frers

Paesaggi patagonici, gauchos, l’arte del viaggio, questo è ciò che si riflette nelle immagini della fotografa argentina Celine Frers, che in questa intervista ci racconterà di lei e della sua passione.

gaucho Patagonia
© Celine Frers

Come ti sei avvicinata alla fotografia?

Mi sono avvicinata alla fotografia da ragazza, ho comprato la mia prima macchina fotografica quando avevo 9 anni. Ho sempre scattato foto e ho sempre saputo di voler lavorare in modo indipendente e fuori dalle città, in luoghi remoti.

Ho studiato regia cinematografica e ci ho lavorato per un tempo. Poi mi sono resa conto che, per quanto lavorassi con piccole troupe cinematografiche, c’erano sempre diverse persone dietro le quinte e questo intimidiva la gente che volevo fotografare. Non potevo raggiungere l’intimità che volevo. Inoltre volevo anche viaggiare con attrezzature più leggere.

È così che ho deciso di dedicarmi alla fotografia, all’età di 25 anni.

Qual’è stato il tuo primo viaggio? Che sensazioni ti ha lasciato?

Il mio primo viaggio fotografico è stato intorno al mondo. Dopo aver lavorato durante una stagione invernale come fotografa di sci negli Stati Uniti, ho comprato un biglietto per fare il giro del mondo e ho realizzato lavori fotografici in Asia e in Nuova Zelanda. La verità è che mi si è aperto un mondo nuovo, letteralmente e mentalmente. Mi alzavo prima dell’alba e andavo a letto tardi, sempre alla ricerca della “luce perfetta”. Mi sentivo così libera, così piena di avventura, e ho capito in quel momento che era quello che volevo fare. 

gaucho mate
© Celine Frers

Che relazione hai con le persone che fotografi?

Le persone che fotografo hanno a che fare con me, le ammiro. Mi piace trasmettere bellezza e amore in senso ampio. Per questo mi sento identificata, passo molto tempo con loro e non potrei mai farlo se non mi sentissi veramente a mio agio.

Sono cresciuta in campagna, tra i gauchos, dove è nato il mio amore per la natura e per le persone che la abitano. Li sento più semplici, più vicini all'”essenza”. Mi piace passare del tempo con loro e poter trasmettere attraverso la fotografia l’energia che sento in quei luoghi, con quelle persone.

Hai già pubblicato quattro libri. Mi racconti un’aneddoto su ognuno e quanto tempo hai impiegato per sviluppare i tuoi progetti fino alla pubblicazione finale?

Colori di Corrientes: questo libro è stato il mio primo lavoro serio con la fotografia. Ho avviato il progetto ed è stato approvato… proprio così… non avevo nessuna esperienza in merito, ho imparato con il tempo e la pratica. Una grande avventura in una provincia dove sono praticamente cresciuta, dove sento un grande senso di appartenenza. Nella fase iniziale ero accompagnata da mia sorella Clara e da un amico spagnolo, Pepe Laraurri, che lavorava come economista e ha lasciato il lavoro per venire a iniziare la sua carriera di fotografo. Siamo saliti in macchina e abbiamo girato la provincia per tre mesi. E’ stato fantastico. Poi ho continuato il viaggio da sola, fino alla fine. Mi ci sono voluti 4 mesi per ottenere le foto necessarie per il libro e un anno e mezzo per pubblicarlo, a causa di problemi con gli sponsor e l’editore.

Cieli della Patagonia: realizzando questo libro ho scoperto la Patagonia profonda e selvaggia. Mi ha affascinato e ci ritorno sempre. Ho incontrato grandi persone e ho portato a casa diverse amicizie da quelle terre lontane. Tutte le esperienze lì sono intense, come il clima e i paesaggi. Mi ci è voluto un anno e mezzo per finire questo libro, viaggiando in più occasioni durante tutte le stagioni.

libros de Celine Frers

Terra di Gauchos: quando stavo preparando il libro su Corrientes, l’editore ha visto il materiale che avevo sui gauchos in quella zona e mi ha detto che avrei dovuto pensare ad un libro sul tema…cosa che ho poi fatto! Dato che sono cresciuta tra i gauchos il progetto mi attirava molto. Inoltre, non c’erano libri che parlassero del “vero” gaucho dell’interno, quelli esistenti mostravano più che altro il gaucho vestito da festa e “in posa”, per questo la proposta d realizzarlo risultava ancora più interessante. Mi ci sono voluti 5 anni per preparare questo libro, in forma discontinua. 

Sud della Patagonia: dopo il tutto esaurito di “Cieli della Patagonia” mi è stato proposto di realizzare un secondo libro sul tema. Questo mi ha dato l’opportunità di tornare e “maturare” la mia visione. Tanti personaggi, tanti aneddoti. Settimane a cavallo in mezzo tra le montagne e la neve, dormendo sotto qualche tronco o ovunque la notte ci raggiungeva. Un freddo intenso. E quando usciva il sole, era sempre il posto più bello che avevo mai visto. Ci sono voluti due anni per ottenere le foto necessarie e pubblicare il libro.

Dove sono esibite le tue opere

Le mie opere sono esposte in modo permanente nel mio laboratorio/galleria a San Antonio de Areco, come anche nella Chrisolm Gallery di Palm Beach, USA. Cambio di anno in anno, ma di solito preparo anche una grande mostra a Buenos Aires ed espongo all’estero.

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© Celine Frers

Hai un nuovo progetto in cantiere? 

In questo momento sto lavorando ad un libro sull’Argentina che uscirà quest’anno. Si tratta della facciata meno conosciuta del paese e delle persone che vivono ancora ben radicate alla loro cultura; come i coyas che continuano a trasportare il sale sugli asini dalla puna alle valli, i Mennoniti, i Wichís, i Mapuches, la colonia gallese e tedesca, villaggi sperduti, ecc. 


 

Celine Frers retrato Celine Frers, fotografa Fine Art argentina.

www.celinefrers.com

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about nicholas tinelli

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