Intervista a Martin Bailey, fotografo naturalista del Giappone

Scimmie della neve in Giappone by Martin Bailey
Scimmie della neve in Giappone – © Martin Bailey Photography

Questo mese voliamo in Giappone per incontrare il fotografo britannico Martin Bailey, specializzato in natura e fauna selvatica. Blogger, podcaster e tour leader con sede a Tokyo. Oltre a trasmettere la sua passione per la fotografia attraverso il blog e l’organizzazione di workshops, Martin è anche ambasciatore di Capture One e X-Rite Coloratti. Un professionista impegnato a 360 gradi.


Come nasce la tua passione per la fotografia?

Inizialmente, da adolescente, ho utilizzato la fotografia come mezzo per registrare la bellezza della campagna inglese, le colline del Derbyshire e il distretto dei laghi.

Quando mi sono trasferito in Giappone all’età di 24 anni ho avuto accesso a migliori attrezzature fotografiche (finanziariamente) e la loro cultura mi ha portato ad avvicinarmi sempre più a questa forma artistica, con particolare attenzione ai paesaggi e alla fauna selvatica.

La mia passione per la fotografia è sempre stata alimentata dall’emozione che provo nel vedere le immagini, la possibilità di rivivere momenti in cui mi trovavo all’aperto, in un paesaggio, e di vedere l’anima dei miei soggetti. 

Cosa ti ha spinto a seguire la carriera professionale?

Ho iniziato un podcast fotografico nel 2005 e mi sono trovato rapidamente con un pubblico inaspettato ma molto gradito. Questo mi ha portato ad organizzare il mio primo tour e workshop a Hokkaido, l’isola più settentrionale del Giappone, nel 2008 e 2010. Dopo il mio terzo tour di successo, che si è esaurito velocemente, ho iniziato a pensare che, con più tempo a disposizione, avrei potuto organizzare più attività e magari lavorare come fotografo a tempo pieno. 

Nel 2011 mi sono trovato di fronte ad un bivio: ho prenotato un viaggio in Antartide con un amico, sapendo di non avere abbastanza ferie a disposizione dal mio lavoro quotidiano per affrontare il viaggio. Così ho dovuto scegliere tra questo lavoro e l’opportunità della mia vita. Sapevo quello che volevo e mi sono messo in moto per realizzarla.

Paesaggio in Antartide by Martin Bailey
Paesaggio in Antartide – © Martin Bailey Photography

Dall’Inghilterra al Giappone. E’ stato difficile abituarsi ad una cultura così diversa dalla tua?

Anche se la cultura giapponese è per molti versi diversa da quella inglese, mi sono sentito a casa fin dal terzo giorno qui. Tornando in Giappone dopo la mia prima visita in Inghilterra, aspettando il mio treno per Fukushima alla stazione di Tokyo (dove finalmente avrei passato quattro anni) ricordo con un sospiro di sollievo di essermi reso conto che ero “a casa”. 

Raccontami la storia dietro una delle tue foto, un momento indimenticabile da uno dei tuoi viaggi.

Ricordo che intorno al 2011 mi trovavo ad Hokkaido con il mio gruppo di tour e workshop, e non aveva nevicato nei due giorni in programma per fotografare le bellissime gru della Manciuria, e la neve fa una grande differenza nelle fotografie. Anche se avremmo dovuto trasferirci nella location seguente per iniziare a fotografare i cigni, quando ho visto che aveva iniziato a nevicare, ho preso la decisione di riportare il gruppo alle gru. 

Poco dopo il nostro arrivo, una volta posizionati i treppiedi e le macchine fotografiche, gruppi multipli di gru hanno iniziato a ballare sulla neve e in quel momento ho realizzato una delle mie foto preferite (probabilmente finora non ne ho fatta una migliore). Questa foto è speciale per me, ma c’è un’altra storia che ha reso questa esperienza ancora più importante.

Gru della Manciuria a Hokkaido
La danza delle gru della Manciuria – © Martin Bailey Photography

Nel mio gruppo c’era una signora israeliana che zoppicava e sembrava un po’ indisposta durante i primi cinque giorni del tour. Tuttavia, quando le gru hanno iniziato a ballare, ho notato che questa signora stava saltando e ridendo come una ragazzina di quattordici anni. In quel momento mi sono reso conto che i miei tour stavano cambiando la vita delle persone e mi sono sentito molto orgoglioso di essere riuscito a mettere in piedi un’attività che mi permette di portare tanta gioia nella vita dei miei clienti.

Che tipo di tour/workshop organizzi?

Organizzo workshop in luoghi di cui mi sono innamorato personalmente. I miei tour principali sono i “Paesaggi Invernali” e la “Fauna Selvatica” in Giappone, ma ho lavorato anche in Antartide, Groenlandia, Islanda, Marocco e Namibia. Continuo a tornare in Namibia ogni anno, e attualmente sto lavorando ad un tour in Islanda e Groenlandia, con l’idea di aggiungerne sempre più nel tempo. 

Paesaggio invernale a Hokkaido
Paesaggio invernale a Hokkaido – © Martin Bailey Photography
Dead Vlei in Namibia
Dead Vlei in Namibia – © Martin Bailey Photography

Durante i miei tour cerco di offrire un certo livello di lusso, che i miei clienti apprezzano. Scelgo sempre le migliori sistemazioni possibili nelle zone che visitiamo e i mezzi di trasporto non sono mai saturi, per far si che le persone abbiano spazio sufficiente per viaggiare comode ed avere rapido accesso alle attrezzature fotografiche.

Passo anche molto tempo a rispondere alle domande dei miei clienti ed aiutarli con le loro foto. La gente di solito lascia i miei tour con buoni risultati ed esperienze di vita, oltre ad una maggiore conoscenza di fotografia.

Quale attrezzatura porti sempre con te in viaggio?

Dall’anno scorso ho iniziato ad usare due fotocamere mirrorless Canon EOS R. In generale uso anche un Canon EF 11-24mm, un RF 24-105mm, un obiettivo EF 100-400mm, e per il lavoro domestico con fauna selvatica, mi porto a dietro un 200-400mm. Utilizzo treppiedi e teste Really Right Stuff.

Aurora in Groenlandia
Aurora in Groenlandia – © Martin Bailey Photography

Da residente, quale distretto di Tokyo ispira di più le tue fotografie?

So che può sembrare strano, ma anche se vivo a Tokyo, non la fotografo. Apprezzo vedere le fotografie di strada di altri, ma ho scarso interesse nel fotografare la città.

Un’ultima curiosità Martin: cosa avresti fatto nella vita se non fossi diventato un fotografo?

Sarei rimasto nel settore IT (Tecnologia dell’Informazione). Ho una laurea in informatica che ho ottenuto all’università qui in Giappone, e ho imparato molto sull’economia e l’amministrazione, quindi avrei potuto rimanere in quel settore e fare più soldi di quanti ne guadagno ora. Ma non cambierei il mio status di fotografo per niente al mondo. Amo la mia vita, il mondo in cui ho la fortuna di vivere e spero di poter continuare a fotografarlo.


 

Ritratto di Martin BaileyMartin Bailey, fotografo naturalista con sede a Tokyo, Giappone.

www.martinbaileyphotography.com

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2 commenti su “Intervista a Martin Bailey, fotografo naturalista del Giappone”

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about nicholas tinelli

Sono Nicholas, un fotografo di viaggi e ritratti con passione per la scrittura.

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